Laura: una mamma di fronte ad un dilemma… classico
Mia figlia ha sempre amato andare a danza. Da tre anni non fa altro che parlare di questo e la scuola e l’insegnante le sono sempre andate a genio. L’ho sempre vista felice e io ero contenta che lei facesse una qualche attività sportiva.
Una sera mi dice che non vuole più andare a danza e me lo dice piangendo. Io mi preoccupo un po’ e le chiedo particolari che non mi sembrano giustificare la sua reazione. Temporeggio.
Il problema è che la cosa si ripete ogni sera per molte sere di seguito e con maggiore intensità, tant’è vero che comincio a sospettare motivazioni che non mi vuole dire (conflitti con le compagne, rimproveri da parte dell’insegnante).
Insomma vado nel panico e passo qualche giorno ad interrogarla su eventuali difficoltà. Naturalmente chiamo l’insegnante che mi rassicura in ogni modo ma.. non sono completamente d’accordo con la sua lettura. Si apre il dilemma: da un lato ha preso un impegno e mi piacerebbe lo portasse a termine ma dall’altro però… che sforzo sta facendo? Ne vale la pena?
Mio marito minimizza anche se non riconosce nostra figlia nelle scenate serali.
Poi decido di dedicare del tempo a questo problema, al suo problema. Senza continuare gli interrogatori presenzio a tutte le lezioni per un mesetto. Le paure si dissolvono, le amarezze pure. Mi confessa che adesso ha capito come fare un esercizio difficilissimo. Ad oggi non so dire cosa sia successo ma è successo. Un processo è avvenuto dentro di lei e io le sono stata semplicemente accanto.